– Bastardi! Merda! – sta gridando la folla mentre salgo le scale dello stadio. Un’ora prima del calcio d’inizio le gradinate sono già colme, salvo, naturalmente, il piccolo settore riservato agli «ospiti». I ragazzi di Verona stanno arrivando adesso. Meno di un centinaio, a occhio, uno spettacolo molto modesto: ma in fin dei conti in treno sono sedici ore di viaggio. La folla li saluta a salve di buh seguiti da un canto roboante che non avevo mai sentito: «Uc-ci-de-re! Uc-ci-de-re!»
Lo stadio è piccolo e pittoresco, terrà venticinque, massimo trentamila spettatori. Dalla scala si gode la vista idillica del mare. «Uccidere! Uccidere!» Dato che la Reggina gioca in amaranto, la marea di corpi è tinta di un inquietante rosso scuro. «Uccidere! Uccidere!» Le Brigate Gialloblù rispondono con i loro immutabili gesti. Riconosco Fondo e un paio di altri. Appendono i vecchi striscioni. Quindi appare Pastorello insieme a Foschi, ad Agnolin e alle guardie del corpo. La folla li investe immediatamente con un boato. «Fuori!» cominciano, «Fuo-ri, fuo-ri!» E poi: «Ladro!» Perfino il pubblico del settore VIP indulge a urla e gestacci. Corrado Ferlaino, il vicepresidente del Napoli, è venuto a tifare Reggina con la moglie. – Fuori! Fuori! Ladro! – Senza tradire un briciolo di emozione Pastorello si accomoda al suo posto. La stima che ho in lui aumenta a dismisura. Le due guardie del corpo si siedono agli estremi della sua fila di poltroncine. Continue reading
